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4 tappe, 4 portate. Prosegue il nostro viaggio insieme a Italia a Tavola alla scoperta della cucina Italiana che ci porterà a realizzare un menù completo pensato e ideato da 4 chef che hanno scelto la qualità dei prodotti Debic.

Ad accoglierci oggi è Sedat Aydilek, giovane e appassionato chef, che ci racconta la sua idea di cucina e arricchisce il nostro menù con una terza portata: l’antipasto.

Amicizia, passione e cucina

Non appena arriviamo al ristorante La Piazzetta di Argegno ci è evidente che passione e amore per il mestiere la fanno da padrona nella cucina di Aydilek: “La passione per la cucina - racconta - è sbocciata per caso e in modo del tutto naturale, senza forzature. Mio fratello faceva il cameriere presso il ristorante I Tigli a Lago, a Como. Lì ho conosciuto il mio maestro, Franco Caffara. Abbiamo legato e ha incominciato, in amicizia, a raccontarmi la sua cucina. Erano come lezioni, senza che io lavorassi. Un comunicare tra appassionati”.

Il passaggio da chiacchere tra amici a relazione professionale è stato breve, per 12 anni Aydilek è rimasto nella cucina di Caffara, prima da allievo poi come Sous Chef.

Mediterraneo, tra tradizione e innovazione

Oggi, dopo diverse esperienze, Aydilek è lo chef del ristorante La Piazzetta «Qui - spiega - elaboro una cucina mediterranea che impreziosisce il piatto di verdure e colori. Utilizzo pesce freschissimo, ma ogni materia prima che entra in cucina è frutto di un’attenta selezione. Tradizione e innovazione sono i nostri punti di forza che trovano fondamento in piatti stagionali a base di ingredienti freschi. Quelli disponibili».

Rispetto per la tradizione e cultura dell’ospitalità sono il cuore pulsante del ristorante La Piazzetta «Elaboro una cucina che propone ricette che traggono origine dalla mia terra», puntualizza Aydilek «Sono turco e mi piace arricchire i piatti con le spezie della mia tradizione, che peraltro è sempre mediterranea. Una cucina che prevede anche una dimensione più intensa, con preparazioni ricche ed elaborate».


Un aiuto in cucina

La passione e l’amore per il proprio mestiere sono senza dubbio gli ingredienti preferiti del giovane chef ma non sono gli unici, quando siamo andati a trovare Sedat nel suo ristorante, infatti, lo chef ha preparato sotto i nostri occhi 4 deliziose portate, tra cui l’antipasto riportato di seguito, utilizzando le soluzioni Debic: «un aiuto e una garanzia mi vengono forniti dalla gamma Debic che mi offre panna e burro con cui riesco, ad esempio, a mantecare come desidero le mie ricette. Ho sempre ottenuto ottimi risultati».


Prima di salutarci Aydilek ci confida il suo sogno per il futuro: «Entro una decina di anni mi piacerebbe avere un mio ristorante, circondato da collaboratori che lavorano divertendosi» È in queste parole che ritroviamo il monito del suo Maestro: “Questo non è un mestiere per tutti. Se non c’è passione e non te lo senti dentro, ti devasta” e Aydilek di passione ne ha da vendere.

Gamberi rossi, crema leggera al rafano e levistico


Ingredienti
  • 16 gamberi rossi
  • 200 g tagliolini freschi
  • 200 g Tenutapiù Debic
  • 10 g crema di rafano
  • 500 g levistico
  • olio extravergine siciliano
  • sale
  • pepe

Preparazione
  • Pulire i gamberi rossi dal carapace, privarli del nero e della testa, condirli con olio extravergine siciliano, sale e pepe.
  • Stemperare la crema di rafano con la Tenutapiù Debic senza montare.
  • Lavare il levistico e scottarlo in acqua bollente salata e raffreddarlo subito a immersione in acqua e ghiaccio; scolare e frullare con una minima parte di acqua e xantana; filtrare nel passino.
  • Friggere i tagliolini per pochi secondi in olio a 180°C.

Assemblaggio
  • Nel piatto, adagiare decorosamente i gamberi rossi e i tagliolini fritti, completare con gocce di levistico e crema di rafano alleggerita con la Tenutapiù Debic.

Il menù firmato Italia a Tavola e Debic

Questi Gamberi rossi, crema leggera al rafano e levistico arricchiscono il menù che stiamo componendo, mese dopo mese, insieme a Italia a Tavola. A questo bellissimo antipasto si aggiungono il Risotto allo Champagne e burro al caviale di salmone di Youssef Chahli e la Panna cotta al finocchietto selvatico, sambuca e coulis di pomodori firmato Ferdinando Moia.